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Spettacoli:
i maestri, coreografi e ballerini Luca Marsano e Johnny Cabezas
propongono il nuovo spettacolo di folclore, rumba, salsa, mambo,
cha cha cha.
Qui
a lato la foto in costume tratta dal nuovo spettacolo, la proponiamo
nella versione in alta qualità, come nelle nostre cartoline
pubblicitarie, in fondo alla pagina, ispirate al "rum e cioccolato",
abbinamento classico dei sapori caraibici.
Per i giornalisti che vogliano utiliazzarle in relazione ad articoli
l'uso è autorizzato citando i nomi dei ballerini e il sito
"www.ahinama.net".
Per i nostri partner in eventi, stage e spettacoli è possibile
utilizzare questa immagine solo per pubblicizzare gli eventi organizzati
in collaborazione con Ahìnamà.
Managment:
prenotazione e ingaggio
Contattare direttamente:
Luca Marsano
info +39 334 1434873
luca@ahinama.net
Curriculum
e presentazione dei ballerini.
Per Gianluca
Marsano, nato a Uznach, in Svizzera, nel 1973, non c'era
niente di meno probabile che innamorarsi di Cuba. Ci capita nel
1993, alla ricerca della tomba del fratellastro del nonno, morto
a Cuba cinquant'anni prima. Trova la tomba, ricostruisce la vita
cubana dell'avo. Intanto, con pochi indizi e, probabilmente, con
la mentalità meno adatta per comprendere la vita, i ritmi
e le tradizioni del Caribe, si innamora: «È stato come
scoprire un mondo nuovo con il quale confrontarsi: la vita quotidiana
come espressione spirituale, come canto alle più semplici
gioie, un canto innocente, propriziatorio, barbarico», dice.
Le
sonorità cubane tradizionali, la cultura misteriosa e antichissima
della Santeria, lo affascinano: scopre il ballo come espressione
del sangue e del divino che si agita negli uomini, insieme con la
loro voglia di riscatto. Luca Marsano diventa, come lui stesso si
definisce, un randagio di Cuba. Ci torna più volte, incessantemente:
una delle ultime, finiti i soldi, dopo le lezioni alla scuola
di Folclore dell'Avana va a scaricare casse di platanos y piñas
al mercato. Vive nei quartieri di Centro Habana, Habana Vieja e
Cayo Hueso, la parte più fatiscente, ma anche la più
autentica, della capitale cubana. Non girano turisti in quei quartieri,
non in quegli anni e comunque pochi anche oggi. I suoi vicini di
casa lavorano, vivono in strada, ballano, bevono, flirtano, spesso
contemporaneamente: la musica esce dalle finestre di Cayo Hueso,
invade la strada, un vecchietto fuma e accenna passi di rumba, cumbia,
danzon. Proprio nel 1993 Luca incomincia a ballare, per schezo,
senza iscriversi a nessuna scuola: è musicista e sin dall'infanzia
suona gli ottoni. Impara nei vari stage tenuti in Italia dai grandi,
e allora ancor poco conosciuti, Alberto Valdez, Arnaij
Ferreiro, Rafael Gonzales, Roly Maden, Izmil
Diaz, Albertico Calderon e molti altri. Nel 1999 entra
nell'Academia de bailes "Salsa Mania" di Torino,
diretta da Pietro
e Daria Mingarelli, fra i più famosi maestri di ballo
a livello mondiale. Si
diploma nel 2000, partecipa a poche competizioni perché rapito
dal ballo folclorico e dalla coreografia. Nello stesso anno, durante
il Salsa Week di Tenerife, incontra Pedro Gomez e Claudio Fregata,
con i quali incomincia un'intesa collaborazione che culmina nell'esibizione
del giugno 2002 a Roma, presso la discoteca Palacavicchi, alla quale
partecipa con la sua allora ballerina, la tortonese Isabella Di
Muzio: segue un tour in tutta italia, ricco di date e riconoscimenti.
Il fratellastro del nonno italiano morto a Cuba diventa il mezzo,
o lo scopo, per cercare qualcosa nell'Isla Grande: «Non so
di preciso cosa pensavo di trovare», dice Luca, con il suo
fortissimo accento cubano (più cubano di un cubano, dicono
gli amici de La Habana). «So che dopo due settimane
ho finito i soldi, e pazienza, a Cuba si vive con niente. Dopo tre
mesi mi è scaduto il visto turistico. Ho dovuto prenderlo
quell'aereo. Ma il mio cuore ormai pulsava al ritmo delle claves»,
aggiunge ridendo, forse perché la voce si è fatta
malinconica.
Luca ha guardato oltre quel vetro che separa i turisti "all
inclusive" dal mondo vero, facendo i conti con la propria vita,
pronto a rivoltarla, a cambiarla, a rivoluzionarla. La conoscenza
non perdona, le scoperte si fanno a proprio rischio e pericolo.
«Ahìnamà Academia de Bailes (la scuola che dirige
in provincia di Alessandria) è nata per questo: non solamente
una scuola di danza ma un'associazione culturale», sottolinea
Luca. «La nostra associazione è aperta a tutti coloro
che vogliono comprendere non solamente l'anima delle danze e delle
percussioni ma anche le realtà culturali e sociali del Caribe».
Nella sala prove, fra un corso e l'altro, fra uno stage e la preparazione
delle coreografia per il nuovo spettacolo , si trova il tempo di
parlare e capire: non solo ballo e gare ma anche notizie degli amici
che mandano saluti tramite i ballerini freschi di stage a La
Habana, una lettera di ringraziamento per gli aiuti umanitari
raccolti e inviati, gli sms da inviare per invitare tutti ad un'iniziativa,
la raccolta di medicine per un amico cubano in difficoltà...
Anche
durante le lezioni, di poche e selezionate discipline, salsa portoricana,
salsa e folclore cubano, bachata («perché ci credo
poco a quelli che insegnano tutto», sorride Luca), si comprende
il ballo dal punto di vista del Caribe: le esibizioni vanno bene
durante le gare (le prove sono durissime e Luca molto esigente)
ma una pista da ballo a Cuba, a Porto Rico, è spesso un parcheggio
vuoto, lo stereo di un'automobile e un gruppo di amici con cui scherzare,
mescolarsi, chiamarsi, sino ad arrivare ad una gigantesca rueda
de casino che riunisce un barrio e due paesi. Luca ha
già portato a Cuba i primi gruppi Ahìnamà:
due settimane di danza, stage, calle, gente, esperienze,
colori, sapori, vita, un tour "all inclusive" nella vita:
da una parte gli stage nelle più prestigiose scuole de La
Habana e delle città della danza per eccellenza, Matanzas
e Santiago de Cuba, e la visita ai templi della salsa, dall'altra
la scoperta di un mondo dove tutto è danza.
Ma anche in patria l'Ahìnamà non si chiude in se stessa:
periodicamente insegnanti cubani di alto livello e notorietà
introducono gli appassionati di salsa cubana ai misteri della rumba
afro, vera anima della salsa, e della rueda de casino mentre
maestri di percussioni di vasta esperienza, italiani e cubani, insegnano
in brevi corsi le basi delle percussioni cubane, le congas,
le timbales, i bongos, il guiro, le maracas,
le claves, perché comprendere e sentire la musica
significa comprendere, sentire e ballare "latino".
In fondo è questo il segreto: Svizzera, Italia, Cuba, Porto
Rico, non importa dove si nasce, né come ci si conosce. È
molto più importante riconoscersi.
(tratto dall'articolo di Cristiana Boido pubblicato sul numero 3
di "Foxtrot,
il magazine che ti fa ballare")
Johnny
Manuel Cabezas Banderas: 26 anni, da Santiago de Cuba,
appartiene alla celebre famiglia di percussionisti Cabezas:
il padre, Walter Cabezas, l'ha portato fin da bambino nei suoi tour
per tutta l'America Latina. Candelo Cabezas, il nonno, ora 83enne
e ancora in attività, è un famosissimo percussionista
di conga santiaghera, santero e massimo esponente mondiale della
rumba afro. Lo zio dirige ancora oggi il Tropicana di Santiago de
Cuba e ha permesso la sua formazione con i migliori ballerini dell'isola.
Tutti questi elementi si fondono insieme e caratterizzano il suo
stile di ballo con profonde radici nella storia musicale e artistica
di Cuba.
Ha collaborato con famosi ballerini come.
Si è esibito al.
Ha insegnato per 6 anni a Catania e ora fa parte dell'Academia de
bailes Ahìnamà.
Ora ha deciso di allargare a tutti la possibilità di una
grande esperienza, visitare Cuba per migliorare il proprio stile
e scoprire questo luogo in modo meno turistico e più vero.
Dai quartieri del Centro Habana ai piccoli baretti notturni del
Malecon, dalle vie dove il turista superficiale non arriva alle
iniziative di beneficenza a cui di solito non si interessa.
Si,
perché da sempre uno dei punti fondamentali della scoperta
della ricchezza culturale di questo popolo passa dalla conoscenza
personale, da quella poi a un dovere morale di supporto. Per questo
tutto l'anno l'Associazione Culturale raccoglie materiale scolastico,
penne, quaderni, medicine, vestiti, scarpe e tutto quello che
può essere ultile distribuire direttamente o tramite l'associazione
Italia-Cuba.
Per aiutare un popolo ma soprattutto per ringraziarlo, ora
ha deciso di allargare a tutti la possibilità di una grande
esperienza, visitare Cuba per migliorare il proprio stile e
scoprire questo luogo in modo meno turistico e più vero.
Dai quartieri del Centro Habana ai piccoli baretti notturni del
Malecon, dalle vie dove il turista superficiale non arriva alle
iniziative di beneficenza a cui di solito non si interessa.
Si, perché da sempre uno dei punti fondamentali della scoperta
della ricchezza culturale di questo popolo passa dalla conoscenza
personale, da quella poi a un dovere morale di supporto. Per questo
tutto l'anno l'Associazione Culturale raccoglie materiale scolastico,
penne, quaderni, medicine, vestiti, scarpe e tutto quello che
può essere ultile distribuire direttamente o tramite l'associazione
Italia-Cuba.
Nel video presente su You
Tube è possibile vedere un'esibizione di Jonny Cabezas
(al centro) cliccando sull'immagine tratta dal video.
Foto
pubblicitarie di Luca e Johnny nella nuova campagna promozionale.
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